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A Tivoli viene restituito il castello, la Rocca Pia diventa un’attrazione turistica dopo più di 30 anni

Sulla torre più alta del castello che domina l’anfiteatro di Bleso, a Tivoli, sventola la bandiera amaranto-blu, simbolo della città. Il complesso monumentale della Rocca Pia è da ieri proprietà della Città di Tivoli. E’ stato infatti firmato il definitivo atto di trasferimento del bene, a titolo gratuito, dall’Agenzia del Demanio al Comune, nell’ambito dei programmi del federalismo demaniale. Sarà visitabile ogni sabato e domenica dalle 10.00 alle 16.00. 

Un po’ di storia. Costruita in parte utilizzando i materiali tratti dal vicino Anfiteatro di Bleso, la Rocca Pia fu voluta dal papa Pio II Piccolomini, che ne iniziò i lavori nel 1461. Si estende per oltre mille metri quadrati e più di 8mila metri cubi nel centro della Città. Il complesso è costituito da quattro torri di diverse dimensioni, collegate da alti muraglioni e chiuse da merli guelfi; in vari punti si aprono le bocche da fuoco e lo spessore dei muri delle torri maggiori raggiungeva i sei metri. Nel 1539 proprio all’interno della Rocca Pia il papa Paolo III approvò il progetto della Regola della Compagnia di Gesù presentatogli da San Ignazio di Loyola. Nel tempo l’area intorno alla Rocca fu utilizzata come riserva di caccia nel XVI secolo dal cardinale Ippolito d’Este, nel secolo successivo la zona intorno al monumento fu utilizzata dai tiburtini come pascolo, campo da gioco e parco pubblico. Nel secolo XIX la Rocca alternò la funzione di caserma pontificia con quella di prigione e tale funzione mantenne fino al 1960.  Aperta al pubblico fino ai primi anni ’80, è stata chiusa per oltre 20 anni, per poi subire un complesso restauro che ha riportato oggi alla luce le sue bellezze. 

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